La Settimana Santa a Siviglia: tra paura e meraviglia

La Settimana Santa a Siviglia: tra paura e meraviglia

Sgomento che lascia subito il posto alla meraviglia.
Questo è la Settimana Santa di Siviglia.

Sette giorni durante i quali il flamenco viene sostituito dalle musiche delle orchestre che accompagnano le processioni e dalle voci dei bambini.
Bambini che chiedono ai nazareni una caramella e della cera dalle loro candele per fare una grande palla sfidandosi a chi ha la “pelota” più grande.
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Valencia: girovagando tra scienza, arte, cultura e divertimento

Un po’ per ricongiungimento amicale (Tonia era a Siviglia con il progetto Leonardo), un po’ per curiosità (tutti parlavano de las Fallas), io e una mia amica decidiamo, ormai due anni fa, di partire tre giorni per Valencia.

Io parto da Roma, Tonia ci avrebbe raggiunto in treno da Siviglia.

 

Prendiamo un appartamento un po’ fuori dalla città, ma per fortuna c’è un trenino/metropolitana che ci permette di spostarci in maniera abbastanza agevole. Arriviamo di sera, stremate, quindi la prima serata in città decidiamo di riposarci!

Sveglia presto (più o meno), colazione e via! E’ vero che siamo venute per Las Fallas, ma visto che ci siamo ne approfittiamo anche per conoscere un po’ meglio questa città!

Valencia

 

 

 

 

 

 

 

Appena scesa dal treno ricordo un odore: i churros! La stazione è molto bella e soprattutto centralissima, quindi la città può essere girata comodamente a piedi. Nel frattempo aspettiamo Tonia che finalmente è arrivata. Baci, abbracci, commozione e via, si parte!

Usciamo fuori e vediamo un gran caos di persone. La città è nel pieno dei festeggiamenti. Giusto il tempo di dare un’occhiata a  Plaza de Toros, un anfiteatro costruito tra il 1850 e il 1860 ancora oggi utilizzato per la messa in scena di spettacoli, e ci dirigiamo verso Plaça de l’Ajuntament che è la piazza più importante e centrale di Valencia.

Cattedrale

 

 

 

 

 

 

 

Da lì, portati dalla folla, raggiungiamo la cattedrale (l’ingresso è a pagamento), un’imponente costruzione dove convivono stili romanico, gotico e barocco spagnolo. All’interno si trovano alcuni dipinti di Goya, ma soprattutto il Santo Graal, il calice usato da Gesù durante l’ultima cena. Non perdiamo occasione di visitare anche il campanile annesso chiamato Miguelete. Saliamo più di 50 metri e da lassù godiamo di una fantastica vista panoramica sulla città. Il campanile è composto da undici campane che hanno tutte nomi femminili.

Per riprenderci dalla fatica decidiamo di fare una pausa e di assaggiare l’horchata, una bibita preparata con acqua, zucchero e chufa. Si trova nei bar ma anche in locali dedicati che prendono il nome proprio di horchaterias.

Mercato

 

 

 

 

 

 

 

Vagando qua e là ci ritroviamo al Mercado Central, una struttura stile inizio Novecento dove si trova qualsiasi tipo di frutta, verdura, salumi…

Tappa successiva e la Lonja de la Seda (il mercato della seta), una delle principali attrazioni della città e patrimonio dell’Umanità. La costruzione risale al 1469 cioè il periodo di massima prosperità commerciale della città. All’interno è divisa in quattro parti, tra cui spicca la Sala del Mercato o della Colonne. Il nome deriva proprio dal fatto che in passato fu luogo di scambio della seta.

Ajuntamento

 

 

 

 

 

 

 

 

Una volta completata la visita veniamo sorpresi da un rumore assordante. Solo le 14 e durante le Fallas proprio a quest’ora si ripete, ogni giorno, uno spettacolo pirotecnico. Corriamo insieme alla folla in Plaça de l’Ajuntament. E’ difficile farsi spazio ma alla fine anche noi riusciamo a goderci lo spettacolo.

Paella

 

 

 

 

 

 

 

Dopo tutto questo correre decidiamo però che è ora di pranzare…ovviamente la scelta ricade su una buona “paella”! La paella, per chi non lo sapesse, è originaria proprio di questa città e nella versione “alla valenciana” è condita con carne (pollo e coniglio) e verdure.

Virgen

 

 

 

 

 

 

 

 

Il pomeriggio decidiamo invece di dedicarci alle Fallas (siamo qui anche per questo!). Le Fallas prendono il nome dalle costruzioni (davvero monumentali) fatte di materiali combustibili, come cartapesta e legno, che si ispirano sia all’attualità valenziana sia a quella nazionale ed internazionale.

Las fallas

 

 

 

 

 

La festa inizia l’ultima domenica di febbraio per raggiungere il culmine nella settimana tra il 15 e il 19 marzo. Proprio per questo motivo Le Fallas sono anche chiamate in valenciano “Festes de Sant Josep”. 

E’ la Fallera Major (regina della festa) che dà il permesso al maestro pitotecnico di cominciare la mascletà. Si tratta di uno spettacolo nel quale vengono fatte scoppiare numerose file di petardi e che si ripete ogni giorno alle 14 nella Plaça de l’Ajutament. Il culmine si raggiunge la notte del 19 marzo denominata Cremà, durante la quale tutte le Fallas vengono bruciate. Viene risparmiato solo il ninot preferito dai visitatori che poi viene conservato nel Museo Fallero insieme a quello degli anni precedenti.

Abbiamo anche la fortuna di assistere ad una sfilata durante la quale donne, uomini e bambini in costumi tipici (e che costumi!) offrono dei fiori alla Virgen de los Desamparados. I fiori vengono posti su una enorme costruzione in legno che poi farà da mantello della Madonna. L’opera resta esposta nella Plaza de la Virgen fino a quando i fiori non iniziano ad appassire.

Città della Scienza

 

 

 

 

 

 

 

Il secondo giorno invece lo dedichiamo alla parte “più moderna” della città: la Ciutat de les Arts i les Ciències (Città delle arti e delle scienze). Si tratta di un moderno complesso architettonico composto da cinque strutture. Tra le 5 decidiamo per l’Oceanogràfic, il più grande parco marino in Europa.

Cartelli città della scienza

 

 

 

 

 

 

 

 

La struttura ospita circa 45.000 esemplari e si sviluppa in un’area di circa 100.000 m². All’interno sono riprodotti gli ambienti marini più disparati presenti sulla Terra. La parti più suggestive è sicuramente un tunnel sottomarino della lunghezza di 70 metri. Tra gli animali presenti ci sono trichechi, beluga, pinguini, foche, ma anche uccelli come il fenicottero rosa e l’ibis rosso.

Ritorniamo al centro città e decidiamo di percorrere il parco nato sul letto del fiume Turia. Incontriamo gente che corre, persone in bici e poi il Parco Gulliver. Restiamo stupefatte da una rappresentazione in grande scala del gigante Gulliver, con la differenza che i suoi vestiti e i suoi capelli formano rampe, scivoli e scale con le quali i bimbi possono divertirsi e giocare. Ritorniamo un po’ bambine e decidiamo di divertirci anche noi! 

Las Fallas sono in pieno svolgimento e decidiamo di girovagare un altro po’. Peccato non aver deciso di restare per il momento clou della festa! La prossima volta sicuramente ci organizzeremo in modo da restare. Arrivederci, Valencia!

Giornate FAI di Primavera: il 19 e 20 marzo in 380 città

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