Andar per mostre: Andy Warhol a Roma!

Roma non finisce mai di stupirti! Questa non è solo una frase “fatta” ma la semplice realtà! E così ti capita di passeggiare tranquillamente (più o meno dato che in questo periodo la città è piena di turisti) e di ritrovarti davanti a Palazzo Cipolla su Via del Corso e vedere che proprio in questi giorni c’è una mostra dedicata ad Andy Warhol (che io adoro!) Read more

‘Montalbano tour’: alla ricerca della Vigata che non c’è

‘Montalbano tour’: alla ricerca della Vigata che non c’è

Non sempre la molla che spinge a viaggiare è quella della cultura o della natura. A volte potremmo essere attratti da territori che non esistono.

Premesso che non faccio uso di stupefacenti, e che non voglio parlare dell’Isola che non c’è, preciso che il mio desiderio era quello di vedere Vigata.
Chi non conosce quella splendida cittadina siciliana che si affaccia sul mare, con le casette dei pescatori, con il faro e con le tipiche stradine sterrate di campagna?
Molta gente ne ha letto, e molti altri l’hanno vista in tv. E’ il paese del commissario Montalbano. Quel piccolo angolo di paradiso che il famoso poliziotto non ha nessuna intenzione di abbandonare, per trasferirsi a Genova dalla sua storica fidanzata Livia . . . ma questa è un’altra storia!
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La Cantinetta della Corte, alla scoperta dei sapori ricercati

Avete presente i ‘papanonni’? Quelle piante che in primavera inoltrata danno vita a dei fiori bianchi che svolazzano per le città e che se prendi ed esprimi un desiderio, si avvera?
Bene! Lo sapevate che si possono mangiare?
No non sono pazza! Ma, ho pensato la stessa cosa dell’oste che me li ha serviti per la prima volta, in quello che è diventato uno dei miei locali preferiti, La Cantinetta della Corte a Coriano.

cantinetta della corte coriano

Fabio, il proprietario, la definisce enosteca/osteria, forse perché è originario de “li Castelli Romani”. Per me è un angolo di paradiso dove mi vizio con il cibo ogniqualvolta ho voglia di particolarità!
Perché è proprio questo che l’oste vi proporrà, particolarità, come, per dirne alcune, mortadella d’oca, prosciutto di bisonte, formaggio da tutta Italia a seconda delle disponibilità servito con marmellate o mieli ricercati.
A La Cantinetta della Corte non si va per mangiare primi o secondi, ma per assaporare taglieri di salumi o formaggi accompagnati rigorosamente dalla piadina, d’altronde siamo in Romagna, e scoprire i vini della zona (un occhio di riguardo è riservato alle eccellenze della Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli di Rimini) e dell’Italia, e le birre artigianali. Oppure si va per un antipastino a base di crostini misti o per una zuppa calda di legumi.

cantinetta della corte coriano3

Pur trattandosi di piatti di facile elaborazione è il servizio che conquista. Infatti a tavola, l’oste vi spiegherà accuratamente cosa state per mangiare e vi consiglierà cosa abbinarci!
A La Cantinetta si va anche per avere intimità e per sentirsi coccolati a casa. Quella che respiro appena entro è aria di casa: affetto, amicizia e cura.
L’arredamento mi stupisce ogni volta. Non è ricercato: i tavoli sono in legno, le sedie in paglia e legno e i piatti tutti diversi. Ci sono riviste, libri e aglio e pomodori appesi al soffitto. Botti di legno, quadri e foglie classificate dall’oste con in tasca una laurea da agronomo.

cantinetta della corte coriano2
Vogliamo poi parlare dei dolci? Ucciderei per avere la ricetta della torta al cioccolato! Ma, niente in anni di frequentazione pare proprio che la Cinzia, moglie dell’oste, non mi voglia svelare il segreto!

cantinetta della corte coriano dolci

E se qualche volta ho voglia di musica buona, Fabio organizza serate a tema con il suo programma di eventi, Degustiamo a CorTe.
Spettacoli di tango argentino, burlesque o jazz abbinati al cibo e a vino o birra.

degustiamo a corte coriano

Tutto questo parlarne mi ha fatto venire voglia di tornarci.
Fabio, preparati sto arrivando! 😉

Tonia

 

#bloggerhouse: alla scoperta del Gargano!

Un invito inaspettato, un luogo conosciuto (almeno per me) solo da bambina e fatto di ricordi ormai sbiaditi, due amiche, un neonato blog, la voglia di conoscere l’ultimo cantore di Carpino, un b&b, Giuseppe, ma soprattutto la voglia di partire.

Questi sono gli ingredienti di quello che per me e Tonia è stato il primo #bloggerhouse. Read more

Alla scoperta della Tarantella di Carpino con Carlo Trombetta

“Due caffè e le volevo chiedere, domani mattina a che ora c’è un bus per Carpino?”.
Mi sembrava una domanda innocente, da fare a una cassiera disponibile a darci tutte le informazioni per poterci muovere al meglio sul Gargano. . . Ma sul suo volto ho letto sgomento!
“Carpino? L’entroterra? No. . . dico bello, ma chi viene qui lo fa per godersi il mare! Mi avete davvero meravigliato!” – la sua risposta.
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#Invasionidigitali all’Abbazia di San Salvatore!

“L’Italia è il primo paese al mondo per turismo e cultura. Il nostro immenso patrimonio artistico costituito da oltre 6000 musei e siti culturali  rappresenta la più grande risorsa del paese. Perché questo patrimonio possa esprimere le sue potenzialità occorre intraprendere la strada dell’innovazione e cogliere i profondi cambiamenti in atto nella società moderna.”

Da questo presupposti nasce Invasioni Digitali un progetto rivolto a diffondere la cultura digitale attraverso l’utilizzo del web e dei social media. Quest’anno dal 24 aprile al 4 maggio l’esercito di invasori digitali ha scoperto, postato, scattato, condiviso moltissime bellezze (alcune dimenticate) del nostro paese.

E potevo per caso mancare a questo appuntamento? Ovviamente, no! E mi è bastato uscire da casa per unirmi anche io agli invasori. Infatti anche il mio paese, San Salvatore, è stato scelto come luogo da invadere! Per la precisione il luogo dell’#invasionedigitale è l’Abbazia Benedettina di San Salvatore.

Prima di tutto occorre capire dove ci troviamo: Campania, Benevento, San Salvatore Telesino, piccolo paese di provincia con un patrimonio culturale e artistico di tutto rispetto (è vero sono di parte)!

L’appuntamento è alle 10.30 per iniziare la visita guidata. Io e la mia fedele fotografa Stanina siamo le prime a girovagare con Lorena, la guida della Proloco, tra il cenobio benedettino e l’Antiquarium Telesia in esso allestito.

L’Antiquarium Telesia non è un semplice museo ma una raccolta straordinaria di reperti ritrovati tutti nell’area archeologica dell’antica Telesia. Di questa antica città ancora oggi sono ben visibili le mura e l’Anfiteatro di epoca romana (si contraddistingue dagli altri perché fu scavato e costruito all’interno di una piccola vallata). La nostra guida personale ci mostra lapidi di schiavi, incisioni, bassorilievi e statue che contribuiscono a ricostruire il nostro passato e la nostra ricca storia.

E ovviamente Lorena non poteva non raccontarci la storia dell’Abbazia. La prima testimonianza della sua presenza risale al 1075, ma fu nel 1098 con la visita dell’arcivescovo di Canterbury Anselmo d’Aosta che l’Abbazia cominciò ad essere conosciuta proprio con il suo nome. Qui la storia o la leggenda vuole che sant’Anselmo abbia fatto un “miracolo” trovando il punto esatto dove scavare un pozzo, che oggi è conosciuto appunto con il nome di pozzo di Sant’Anselmo.

L’Abbazia raggiunse il suo massimo prestigio nel XII secolo, mentre in epoca più recente ha subito vari cambiamenti d’uso, tanto che una parte oggi è ancora di proprietà di un privato.

In seguito ai lavori di restauro, anche per esigenze architettoniche, l’Abbazia ha modificato in parte la sua struttura originale. Lorena ci mostra comunque i segni ancora ben visibili della struttura originale. Si distinguono ancora le tre navate della chiesa, probabilmente lunga circa 50 metri (oggi però la lunghezza è di circa 35). Dai lavori effettuati sono venuti alla luce nelle varie navate e sotto gli archi ben tre cicli pittorici, gli ultimi dei quali mostrano gli affreschi di Santa Scolastica e di San Benedetto. Alla fine della navata centrale è possibile inoltre ammirare alcuni scavi originali, dove si distinguono ben due tombe.

Sempre dall’Abbazia accediamo invece ad una parte sotterranea, le antiche cantine utilizzate dai monaci. Lorena ci avvisa che spesso ci sono anche degli effetti speciali non programmati: dei simpatici pipistrelli. Ci racconta poi che essendo San Salvatore un territorio prevalentemente tufaceo questa galleria era stata scavata per essere utilizzata come via di fuga e poi convertita appunto a luogo di conservazione di cibo e vino. Un lungo corridoio illuminato areato da alcune finestre poste in alto. Conclude queste cantine il pozzo, ancora visibile, di Sant’Anselmo.

A questo punto la nostra missione è portata a termine e l’invasione è compiuta! Concludiamo con foto di rito/ricordo, una dedica e un meritato aperitivo! Alla prossima invasione!   

Valeria

#bloggerhouse: alla riscoperta della Tarantella del Gargano!


“Ciao sono Giuseppe del Pizzicato B&B sul Gargano, vorreste partecipare al progetto #bloggerhouse?”
Quando io e Valeria abbiamo letto questo messaggio abbiamo pensato “Avrà sicuramente sbagliato!”
E invece no, Giuseppe ci stava invitando a trascorrere alcuni giorni ospiti del suo B&B sul Gargano, precisamente a Vico.
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