Arte Sella, le opere da ammirare lungo il percorso di Malga Costa

Voglio fare un gioco con te! L’ho chiamato: luoghi e emozioni.
Pensa a un’emozione piacevole e associala un luogo.

Il mio? – ti stai chiedendo. 

Arte Sella, nel Borgo Valsugana in Trentino. E’ la gioia che stavo rincorrendo per tutta la prima metà del 2018.

Arte Sella è un luogo  incantato dove – da più di trent’anni – la natura si mescola con l’arte contemporanea invitandoti a un’analisi introspettiva. 

Te ne accorgi subito, dalla prima opera che incontri lungo il chilometro di passeggiata alle pendici dei monti della Valsugana, Attraversare l’anima. Will Beckers – l’artista – ha voluto simboleggiare lo sprofondare dell’anima fino al risorge verso l’eternità. 

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Ad Arte Sella ti senti protetto, come se fossi in un nido. Una sensazione di avvolgimento è quella che provi ammirando l’opera dell’artista bavarese Nils-Udo. Il Nido, che si trova in posizione protetta – alla base delle montagne, si riconosce per le sue particolarissime uova create usando i massi di Carrara. 

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Protetto dalla tecnologia che sempre più invade le nostre vite, ti puoi sentire all’interno de Il Rifugio di Anton Schaller. Questa protezione è stata costruita in Germania  – paese di origine dell’artista – e poi trasportato in Trentino proprio dal direttore di Arte Sella, Giacomo Bianchi. Al suo interno trovi tre sedili per poter ritrovare la tua dimensione interiore.

Particolarissima è la cupola intitolata 169 essendo la 169eima opera dello scultore scozzese, Alneas Wilder. L’opera, del 2013, rappresenta un punto privilegiato attraverso cui osservare il cielo.

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Il Villaggio Vegetale – del 2012 – è un’opera in continuo rifacimento. Infatti per alcuni anni consecutivi Luc Schuiten è tornato a Arte Sella per arricchirlo di particolari. L’artista, architetto belga, ha immaginato una città sostenibile:  nuove case per un futuro senza petrolio.

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La prima opera realizzata da un artista italiano che incontri lungo la passeggiata di quasi 45 minuti è L’alveare di Daniele Salvalai. Daniele – dopo aver vinto un concorso in un istituto di Belle Arti – ha realizzato per il parco un alveare prendendo spunto dall’edificio la Ruche di Montparnasse. In questo edificio della Francia venivano ospitati per pochi spiccioli alcuni artisti. Il loro studio era chiamato cella.
La struttura rappresenta un luogo dove possono avvenire piacevoli incontri sociali. 

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Dodici lastre di porfido, ti riporteranno indietro nel tempo, all’antica Itaca. Le Pietre, di Francois Lelong, celano l’abilità di Ulisse nel  tendere l’arco e far attraversare a un’unica freccia 12 anelli.   

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A un passato – non tanto remoto – ti condurrà Il Quadrato. Rainer Gross ha installato la sua opera su una vera trincea della Prima Guerra Mondiale. Due triandolo in legno di nocciolo (che accostati, formano un quadrato) a indicare due confini, l’italiano e l’austriaco. E un’impellente minaccia in arrivo. 

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A pochi passi dalla trincea ti puoi perdere nel Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto. Un’area fiorita, nata dalle macerie della guerra dove a dominare è una nuova intelligenza, nata dalla collaborazione tra uomo e natura.

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Una logica che affascina, come quella che si cela dietro a Il Cubo – il teatro greco di Arte Sella. Secondo i greci, un teatro è realmente finito quando qualcuno lo usa. E il Cubo sarà ufficialmente il teatro di Arte Sella dal 30 agosto quando verrà inaugurato da Neri Marcorè che reciterà alcuni testi di Alessandro Barricco.
La forma del teatro – realizzato da Rainer Gross – è ispirata a quella che in geometria rappresenta la perfezione, il cubo, interrotta da onde nere metafore dell’anima dell’uomo che distrugge la perfezione, ma non la natura.

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Come, come? Ti stai chiedendo qual è stata la prima opera realizzata nel bosco?

Ci stavo arrivando 😉 . E’ La Cattedrale Vegetale, realizzata nel 2001 da Giuliano Mauri. Una vera e propria cattedrale gotica con tre navate composte da 80 colonne di rami intrecciati. Al loro interno è stato messo un giovane  carpino bianco.
Con il passare degli anni, alcune colonne sono state liberate dalla loro struttura e dedicate a persone scomparse, legate a Arte Sella. 

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Di fronte a quella che oggi viene definita una cattedrale della spiritualità, è nata la Stanza del Cielo: una camera oscura in pietra calcarea ideata da Chris Drury per ammirare – sottosopra – le Dolomiti.

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Terrone anche tu? Sai cosa è un trabucco?  E’ la casetta in legno che i pescatori hanno a picco sul mare, dalla quale calano a ogni alba le loro reti per pescare del pesce fresco. Ma, in questo caso, il Trabucco di Montagna di Arne Quinze è stata l’ultima opera che ho incontrato prima di uscire dal parco di fianco la Malga Costa. 

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Le opere che mi hanno colpito maggiormente.

Ponte II.  Sarà che – in fondo in fondo – sono ancora legata al mondo del giornalismo, ma quando ho visto il Ponte II di Steven Siegel (non l’attore!) sono rimasta a bocca aperta nel veder un’enorme quantità di quotidiani pressati per creare un passaggio nel bosco. Ma, a colpirmi di più è stato il messaggio celato in quei fogli: la carta che ritorno nel suo ambiente naturale, tra gli alberi che l’hanno generata.

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Lo Stilo. L’opera di Giannandrea Gazzola, non la vedi almeno che tu non osservi attentamente. E’ uno stilo lungo 19 metri, nascosto tra gli alberi. Si muove nell’acqua creando dei disegni invisibili – come quelli che quotidianamente la natura crea senza che noi ce ne accorgiamo.

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Arte Sella, le novità 2018.

Villa Strobele è il luogo in cui, nel 1986, è nata Arte Sella.
Rainer Gross, ha voluto rendere omaggio a questo progetto – tutto italiano – creando nel 2018 Lo spirito di Samarcanda.
Nome particolare vero? Samarcanda è la città dove Emanuele Montibeller, direttore artistico di Arte Sella, e la signora Strobele hanno avuto l’idea – poco dopo il disastro di Chernobyl – di ristabilire un nuovo rapporto tra il verde e l’uomo.

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Il giardino di questa villa, del 1860, da questa primavera ospita anche Kodama di Kengo Kuma un’opera interamente in legno e antisismica che si regge sulla logica del numero tre.

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Informazioni su Arte Sella

Ad oggi Arte Sella ospita 6o opere. Ogni anno vengono chiamati dai 3 ai 6 artisti per rinnovare il parco e le opere che con il passare del tempo tornano alla natura. Ogni opera viene realizzata in circa 15 giorni.

Arte Sella è costituita da due percorsi espositivi. Il primo percorso, gratuito, è chiamato ArteNatura. Parte da Villa Strobele e si snoda lungo una strada forestale liberamente accessibile. Il tragitto si estende per circa tre chilometri sul versante del monte Armentera.
Il secondo percorso  – che è quello che ti ho raccontato – si trova nell’Area di Malga Costa, una vera casa di pastori per l’estate. Questo secondo percorso, a pagamento, si snoda su un tragitto ad anello di circa un chilometro. Il costo del biglietto è di  € 8 per gli adulti, mentre i bambini fino ai 10 anni e le persone diversamente abili non pagano.
Con lo stesso ticket, dal 2018, puoi visitare anche il giardino di Villa Strobele.
Le biglietterie si trovano sia alla Malga Costa sia all’entrata della Villa.

Arte Sella è aperto 364 giorni all’anno. Chiude solo il 25 dicembre. 

Oggi Arte Sella è una realtà internazionale, in continua evoluzione, inserita in network come Grandi Giardini Italiani

Grandi Giardini Italiani cosa è. E’ un circuito di 132 giardini visitabili in 14 regioni italiani, in Svizzera, Città del Vaticano e Malta. La rete è stata fondata nel 1997 su iniziativa di Judith Wade.
La missione dei Grandi Giardini Italiani è facilitare la messa a reddito dei giardini visitabili – sia pubblici sia privati – tramite servizi che danno visibilità e promuovono a livello nazionale e internazionale i giardini della rete.

Post in collaborazione con VisitValsugana e Grandi Giardini Italiani

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2 thoughts on “Arte Sella, le opere da ammirare lungo il percorso di Malga Costa

  • 9 maggio 2018 at 13:25
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    Mi piace tanto questo incontro tra arte e natura! tra tutte le opere che hai citato mi ha colpito la Cattedrale Vegetale e, come a te, Ponte II, bello il messaggio della carta che ritorna al suo ambiente d’origine

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    • 9 maggio 2018 at 14:26
      Permalink

      Se capiti in Trentino,facci un giro. Quel parco ha un’energia positiva (e te lo dice una molto materialista!)

      Reply

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