#AtSanSalvadorHotel: la storia di romagna

Avete mai organizzato un blog tour e poi partecipato?
E’ quello che mi è successo con #atsansalvadorhotel!
Ho la fortuna di lavorare per il San Salvador Hotel di Bellaria Igea Marina, e così ho lanciato l’idea di sperimentare un blog tour, ricevendo entusiasmo – in primis – dai due proprietari Federico e Stefano e poi da parte della community di bloggers.

hotel_san_salvador

In questa settimana, ho partecipato ai primi due percorsi, #history dal 25 al 28 maggio e #food dal 28 al 31 maggio . . . me ne mancano 2 da vivere: #sport dal 3 al 6 giugno (vi assicuro che ci sarà da ridere!!!) e #family dall’8 all’11 giugno (giusto per mettermi alla prova con i bambini).

Cosa abbiamo fatto?
Tante cose, vale come risposta?
No. Immaginavo! 😉

Il primo giorno di ogni percorso è di accoglienza e visita di Bellaria Igea Marina sotto i vari aspetti specifici.
Ma andiamo nel concreto . . . 

#Atsansalvador, percorso #history.

Con Enrico (bassa velocità, ma inviato anche di trippando), Daniela (chicchi in tour), Marina (viagem na italia) e Alessandra (21 grammy) armati di bicicletta abbiamo raggiunto la Torre Saracena che al suo interno conserva un museo di conchiglie e poi la Casa Rossa di Panzini, scoprendo essere un antecedente dei travel/sport blogger, ma su carta.

atsansalvadorhotel_torresaracena

atsansalvadorhotel_cassarossa

Il 26 maggio, siamo partiti col programma “uccidi il blogger!” 😉
Alle 9.00 siamo saliti tutti in macchina alla volta di Santarcangelo di Romagna, un paese dove la vita è davvero slow e intatta!

Valeria, con la sua passione per Santarcangelo, dalla centrale piazza Garganelli ci ha portato in giro per i sotterranei di una delle grotte pubbliche, fatte di sabbia.
Da lì abbiamo raggiunto Giorgio, il simpatico nonnetto che gestisce il Museo dei Bottoni, unico in Italia.
Giorgio attraverso i suoi bottoni racconta ai turisti la storia mondiale. 
Quello che ama di più?
Il bottone raffigurante la pace tra USA e URSS!

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Scendendo le caratteristiche scalette siamo giunti al Museo di Tonino Guerra, che i più ricorderanno per la pubblicità “Gianni, l’ottimismo è il profumo della vita”.

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Scoperta interessante è stata la Stamperia Marchi, dove è conservato un mangano di 300 e più anni fa che si usa per la stiratura delle tele. Come un criceto, l’erede Marchi ci entra dentro e ci cammina.

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A pranzo, siamo stati ospiti di Sergio del ristorante Nud & Crud, a pochi passi dal ponte di Tiberio di Rimini.
Descrivervi la pidburgher (piada con hamburger) che ci hanno preparato sarebbe una crudeltà nei vostri confronti perché non sapete il gusto della carne chianina che vi siete persi!

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Alle 16.00 abbiamo cominciato la visita di Rimini, con Cristian, la nostra guida ufficiale.

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Tra un po’ di italiano e un po’ di romagnola abbiamo ripercorso la storia romana con: il ponte di Tiberio, il foro romano, l’arco di Augusto e la domus del chirurgo; il periodo dei Malatesta entrando nel tempio voluto da Sigismondo e la storia del cinema con Federico Fellini.

Poteva mancare la cena godereccia all’insegna della Rimini  in stile bella vita?
Giuliano del Bounty, ci ha invitato e fatto provare i suoi hamburger – serviti in cesta di legno – e fatto vivere la goliardia romagnola con la serata Posta di Bordo, una messaggeria su carta.

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L’ultimo giorno ci siamo spostati sul confine di Forlì-Cesena, arrivando a San Giovanni in Galilea, dove è aperto un museo di qualità, il Museo Renzi, dedicato alla storia dell’uomo a partire da 4.500 anni fa.
Ma si sa che la cultura mette appetito!
Dopo la visita dei tre piani del museo, abbiano assaggiato il vino prodotto da Andrea della cantina Casa Muratori e i salumi di Antichi Sapori. . . 
Non ho mai mangiato delle melanzane con olio da orgasmo . . . e non esagero!

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Da San Giovanni in Galilea, ci siamo spostati a Montetiffi, dove ad aspettarci c’erano Maurizio e Rossella, gli attuali mastri delle teglie usate per cuocere la piadina.
Rossella in diretta ci ha preparato una teglia, facendoci notare la cura ai particolari che ci mette lei e suo marito nel prepararla usando solo le mani, un panno e una canna di bambù!
A Montetiffi c’è anche un’ antica abbazia di cui detentrice delle chiavi è Maria, un’arzilla vecchietta che vive a 20 passi dalla chiesa.

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Come poteva concludersi il primo percorso del #atsansalvadorhotel se non con il godereccio?
Stefano ci ha preparato un mojito che ci ha ispirato per l’apertura di un nuovo blog “cirrosi epatica”!

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to be continued . . . 

Antonietta

 

 

 

 

 

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