Free Walking Tour: Danzica da ammirare passeggiando

Sto per raccontarti una storia incredibile. . . la storia di come ho conosciuto Filip.

Una settimana fa, prima che il mio corpo fosse esposto ai meno 18 gradi della Polonia, la mia vita era diversa!
Ancora non avevo ascoltato i racconti su Danzica dell’uomo con l’ombrello giallo.

Mettiti comodo perché – anche se ancora non te l’ho detto – è una lunga storia.

Capitolo 1 : How I Met Filip

Era la – non tanto lontano – fine del 2016, quando ho deciso di andare alla scoperta di Gdansk: un viaggio di 24 ore in un bus dove si parla solo polacco.
A cosa sono disposta pur di non salire su un aereo! . . . ma, tranquillo! – ti racconterò il viaggio di andata e ritorno fra qualche giorno.

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Il day after l’arrivo a Danzica, e un riposante sonno nel comodo e green SO STAY HOTEL, stavo passeggiando per la città del mare Baltico, alla ricerca di un bar dove fare una colazione all’italiana. . . è l’unico particolare a cui non posso rinunciare quando sono all’estero (oltre al bidet – e ogni volta constatare che non c’è, è un’amara delusione!) quando mi sono imbattuta in una folla di persone – saranno state una quarantina – che seguivano un uomo alto, biondo, con gli occhi azzurri.
Insomma un vichingo con un inseparabile  ombrello giallo.

Incuriosita mi sono avvicinata.

Parlavano in inglese. Un inglese che io riuscivo a capire e sull’ombrello dell’alto vichingo campeggiava la scritta Free Walking Tour.

Posso restare – mi sono detta! Al massimo mi infamerà e mi caccerà dandomi dell’italiana.
Ma sono pronta anche a questo.

E invece no!
Sono stata subito intercettata come nuova, Filip mi ha sorriso e ha continuato la sua spiegazione.

Capitolo 2 : Danzica cosa vedere in 2 ore di passeggiata.

Il mio tour da infiltrata è iniziato dall’Arsenale d’oro, un elegante edificio in stile rinascimentale fiammingo, che chiude la prospettiva di via Piwna – la via delle birrerie e oggi ospita l’Accademia di Belle Arti.

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Dall’Arsenale con passo spedito (o forse erano le mie gambine a essere troppo corte!) siamo arrivati alla Basilica della Maria Vergine Santissima, l’edificio in stile gotico, più imponente della città.

Danzica - cosa vedere - basilica santa maria

La Basilica è uno dei santuari più grandi d’Europa. 
Immagina – come ha detto Filip – che può ospitare fino a 250mila persone.

All’interno dell’edificio in mattoncini rossi, 27 imponenti colonne reggono splendide volte a diamante che celano tesori dell’arte barocca e medioevale.

Ti dico una curiosità, che la sera precedente Adam – nativo di Danzica  – mi ha raccontato.
Non so se sia vero, ma voglio comunque condividere la storia con te!
In mezzo polacco e mezzo inglese, Adam mi ha spiegato che per trasportare i mattoni fu costruita una sorta di rotaia in legno lunga più di un chilometro dove i materiali scivolavano senza recare ulteriore  fatica ai muratori.

Tornando al tour, sempre di corsa, (solo alla fine ho capito che avrei camminato per 2 ore e mezza e il motivo di tanta fretta), siamo arrivati nella via Regia.

Lungo questa via che è stata l’asse urbanistico più lungo dell’Europa medioevale, ci siamo fermati ad ammirare l’abitazione più alta.

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Qualche passo più in là e mi sono ritrovata faccia a faccia (si fa per dire) con il Re Sigismondo Augusto che svettava al di sopra del Municipio della città.

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L’hai notata anche tu? 
Di fianco la torre con l’orologio c’è ne è una più bassa con una meridiana. 

Una meridiana a Danzica???
In una città, dove per 5 minuti c’è il sole, poi le nuvole, la neve e di nuovo il sole? 

Mah, sarà stata la tua esclamazione!

Questa meridiana, secondo la cultura romana sta a sottolineare, l’implacabile scorrere del tempo. . . che profondità di pensiero!

Ancora pochi passi e mi sono ritrovata immersa nella cultura latina.

Ho detto latina non a caso, perché al centro della piazza c’è la fontana di Nettuno . . . e non il greco Poseidone!

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La fontana, simboleggia il legame tra Danzica e il mare ed è risalente al XVII secolo, fu scelta dall’allora sindaco che rimase incantato dall’omonima fontana presente a Bologna. 

Ah ‘sti italiani, come ispirano il resto del mondo!

Attorno alla fontana di Nettuno c’è una leggenda. Si dice che ogni cento anni, Nettuno trasformi l’acqua in oro immergendo il tridente nella vasca ai suoi piedi contenente monete.

Ma, vogliamo parlare dello sfarzoso palazzo che si intravede alle spalle di Nettuno? 

E’ la Corte di Artù,  risalente al XIV secolo, realizzato in stile gotico come sede di incontri dei borghesi della città.

Si narra che i membri delle Compagnie che si richiamavano alle gesta cavalleresche di Artù si recassero a Palazzo per discutere delle questioni più disparate e consumare insieme ai propri amici e conoscenti la birra che veniva loro servita.

Dando le spalle al Dio del Mare, ad attirare la mia attenzione è stata una strana cabina telefonica (pensavo io ingenuamente!).

Non era un telefono, come ha sottolineato con orgoglio Filip, ma un termometro costruito da Fahrenheit, che a Danzica ci è nato.

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Arrivati alla fine della piazza ci siamo fermati di fronte a quella che doveva essere la residenza del re polacco.

Ho scritto doveva essere perché stranamente lì, il re, non dormì neanche una notte.

Ti stai domandando il perché?

Semplice – ha detto Filip –  essendo vicino il fiume, il re dal naso sopraffino non gradiva l’odore di pesce.

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Ed eccolo qui il fiume Motlawa al di là della residenza.
Filip ci ha detto che normalmente il suo colore è verde!
Ed io gli credo 😉

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Se si cammina lungo il fiume c’è una costruzione che sembra essere una porta, e lo è – ma in realtà  è  anche una gru.

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Una gru medioevale, azionata dalle gambe degli operavi che ci camminavano dentro, capace di sollevare quattro tonnellate a undici metri di altezza.

Un tempo la sua funzione era di difendere la città dalla zona del porto.

Imboccando il vicolo alle spalle della gru ci si ritrova in via Mariacka, simbolo dell’architettura cittadina: palazzine strette, riccamente decorate e con piccoli terrazzi davanti alla porta d’ingresso.

Una via caratterizzata soprattutto dagli sputa acqua, questa la traduzione dalla parola polacca impronunciabile che Filip con nonchalance ha proferito.

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Proprio alle spalle di questo vicolo, si trova la casa che – probabilmente – ha dato i natali a un altro personaggio famoso, questa volta in filosofia: Schopenhauer.

Da cosa la si riconosce?

Dalla tartaruga posta in cima all’abitazione, simbolo di famiglia.

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Vi siete stancati?

Beh, io a dirla tutta, un pochino si!

Ma, per fortuna non ho demorso, non ho ceduto alla fame e al freddo polacco, e sono arrivata fino alla fine del tour, che mi ha portato alla Posta.

Giuro che non avevo bevuto neanche un goccio di vodka! 

Il vichingo polacco ha concluso il suo ironico ed entusiasmante giro di Danzica davanti la Posta, luogo dal quale la II Guerra Mondiale è iniziata.

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Fino a quando Filip non me lo ha raccontato, io non lo avrei immaginato.

I soldati tedeschi giunti a Danzica hanno subito attaccato la posta per interrompere le comunicazione tra la città polacca e il resto del mondo.

Ma i postini hanno combattuto per sei ore, o poco più, fino a quando i tedeschi non hanno usato il gas per far scoppiare l’edificio.

Questo il luogo della resa, rimasto identico agli anni Quaranta dove nessun postino è sopravvissuto.

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Free Walking Tours di Danzica: informazioni utili

I tours della città di Danzica hanno due temi: il primo legato alle bellezze del centro storico (che vi ho appena raccontato) fino agli anni dell’inizio della II guerra e un secondo legato alla vita durante il Comunismo.

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Durata: 2,5 ore

Punto di partenza: tra la Porta d’Oro e il Museo dell’Ambra

Orari: Da aprile a ottobre ogni giorno alle 10.30
            Da giugno a settembre ogni giorno alle 10.30 e alle 15.30
            Da novembre a marzo il mercoledì, venerdì, sabato e domenica alle 10.30

Per informazioni si può scrivere a info@FREEwalkingTOUR.com o telefonare al +48.513875814

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